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Tarcento
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 L' Epifania a Tarcento

I n f o r m a z i o n i  T u r i s t i c h e
T A R C E N T O
Città dell' acqua
acqua
Città del fuocofuoco

Adagiata sulle pendici dei monti Chiampon, Stella e Bernadia, Tarcento, (in friulano Tarcint) č naturalmente e storicamente individuata dalla splendida varietą dei suo ambiente e dalla sua funzione di cerniera fra
l'alta valle del Torre, la zona pedemontana delle Prealpi Giulie, la pianura e le loro genti e culture.Tra il filo azzurrino della catena dei Musi e il chiaro nastro del Torre, una perla incastonata tra colline ricche di vigneti e di boschi, sparse di borghi, da Collalto a Stella, da Collerumiz a Sedilis, da Segnacco a Coja e Ciseriis, Sammardenchia, Bulfons, Zomeais, Molinis, Loneriacco, dove la gente fa ancora paese e conserva gesti e valori, linguaggio e tradizioni riconoscibili e genuini.
E la dolcezza dell'ambiente, la sua armonia rasserenante, si legano ad un patrimonio storico-monumentale non appariscente, ma accattivante, e l'ospitalitą sincera si lega alla vivacitą culturale. I segni dei passato impreziosiscono un ambiente ricco di attrattive naturali.
Il castellaccio "Cjscjeląt" di Coja e il borgo di Villafredda (a Loneriacco) ricordano il periodo medioevale. La chiesetta di Sant'Eufemia (XIV sec.), a Segnacco, offre una sosta di suggestiva bellezza spirituale e si apre alla visione dell'anfiteatro delle colline e delle montagne; accanto, nel piccolo cimitero, la tomba di Chino Ermacora, poeta e scrittore. Ad Aprato, la chiesa di Madonna dei Giglio, dove torna a splendere il dorato altare ligneo dell'Agostini, dei primi del Seicento. A Collalto, Villa Valentinis, in centro le eleganti ville De Rubeis e Pontoni, il bel Palazzo Frangipane, con i loro parchi e giardini, il Duomo (sec. XVIII), Via Roma, Piazza Libertą, i viali sono il punto di partenza per le passeggiate sulle colline pił alte.
Sono stati da poco attrezzati il sentiero "tai Roncs dal soreii", un anello intorno alla collina di Coja, tra vigneti e boschi con partenza e arrivo nel piazzale di Palazzo Frangipane; e il bellissimo sentiero delle Cascate di Crosis, formate dalla diga progettata dal Malignani, che richiama il periodo d'oro delle filande dei primi decenni di questo secolo, di cui rimangono tracce ("Cascami Seta" ancora attiva a Bulfons, filanda Pividori in centro, esempi interessanti di archeologia industriale).
Dal vicino paese di Zomeais si accede appunto al sentiero delle Cascate, o si puņ risalire la quasi intatta Valle dello Zimor, o spingersi fino a Stella, individuata dal suo svelto campanile, splendido balcone verde sul Friuii fino al mare. Dal centro o da Ciseriis, o da Molinis, dopo aver seguito la passeggiata sul Torre, per sentieri tra castagni, o per strade ospitali di "frasche", si sale a Sedilis ricca di vigneti, e a Useunt alla chiesetta di Madonna della Pace, allo splendido belvedere, e fino al Monte Bernadia, ritrovo di alpini e motociclisti, segnato dal faro e dal fortino, da dove si scende a Ramandolo, piccolo gioiello incastonato tra i vigneti che producono il prezioso vino DOC che porta lo stesso nome.
Ma Tarcento anche la porta dell'alta Val Torre (Grotte di Vilianova a Lusevera) o attraverso Nimis della Valle dei Cornappo, valli ricche di sentieri e strade che offrono agli escursionisti, ai ciclisti, ai semplici gitanti della domenica, che amino fare quattro passi tra il verde, occasioni irripetibili.
Occasioni da cogliere anche sull'onda dei richiamo dei Festival dei Cuori. Il grande incontro che, nella seconda metą di agosto, porta il calore, la vivacitą, la gioiosa festa del folclore di tutto il mondo a Tarcento, dove le tradizioni popolari rivivono in tutto il loro valore anche nella luminosa Epifania dei fuochi, nei riti dell'acqua, nell'antica fiera di San Pietro alla fine di giugno, nel carnevale dei Tomaz (le magiche maschere della Valle del Torre), nelle sagre, nell'ospitalitą e nelle storie dei borghi.
 
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